Perù (2001)

Itinerario Lima – Pisco – Paracas – Isole Ballestas – Ica – Nazca – Arequipa – Colca Canyon – Puno – Lago Titicaca – Isole degli Uros – Isola di Amantani – Isola di Taquile – Juliaca – Cuzco – Pisac – Valle Sagrada – Ollantaytambo – Macchu Picchu – Cuzco – Lima

Periodo 06/07/2001 – 28/07/2001

Spostamenti bus, minibus e aereo

Partecipanti 8 persone

Guida utilizzata Perù 2 ° Ed. Italiana – Guide EDT/Lonely Planet


Diario di Viaggio

VENERDI’ 6 LUGLIO 2001
Incontro all’aeroporto di Malpensa (MI): a parte Luigi che sale a Roma e che incontreremo a New York sono presenti Walter (coordinatore), Elda, Angela, Matteo, Nicola, Michela e, colpo di scena, Roberto. Colpo di scena perché Roberto non è sulla lista e non ha il biglietto!! Interviene l’operatrice di AM e, nonostante tre gaffes mostruose, Roberto entra a pieno titolo nel gruppo. Dopo New York (9 ore) si vola ad Atlanta, dove si pernotta. Notevole l’escursione mattutina per la città, visto che il volo per Lima è il pomeriggio. Degno di nota: niente. Ma il gruppo riesce lo stesso a sollazzarsi a suon di battute. Si parte alla volta di Lima, dove si arriva dopo circa 8 ore di volo, in una notte umida. Pregevole l’accoglienza all’aeroporto (oceanica) ma per fortuna, nonostante le minacce subite, ritroviamo i bagagli e leggiamo numerosi cartelli per la nostra salvezza. Preoccupante la temperatura e l’umidità. L’albergo è bello ma rumoroso (dà sulla strada).

DOMENICA 8 LUGLIO
Al mattino, dopo un sonno ristoratore, il gruppo (privo di Elda e Walter) visita la Plaza de Arma (notevole – vedi diapo). Faticoso il rientro a causa di alcune difficoltà di orientamento, ma anche questa volta ce la facciamo. Nel pomeriggio visitiamo il Museo Nazionale e il Museo dell’Oro, poi partiamo per Pisco (3 ore e 1/2 di pulmino). La cena, in un ristorantino locale, è a base di pollo, patatine e Inka Kola/Cerveza. Anche l’albergo non è male. Peccato che il pulmino per ora è in panne!! La piazza di Pisco è carina, giriamo un po’ fino ad infilarci in una sala giochi (gli occidentali!!!) dove gli autoctoni ci chiedono foto ricordo (colpa di Matteo). Poi si va a nanna e non occorre la sveglia perché l’attività mattutina in albergo comincia molto presto.

LUNEDI’ 9 LUGLIO
Partiamo bardati (con scelte tattiche diverse) pronti per la defecazione in volo degli uccelli e gli spruzzi del mare. Meta: le Isole Ballestas. E’ emozionante vedere con i propri occhi i leoni marini, i pinguini, le sule di varie specie – nera, bianca e scura con il becco giallo – e il cormorano cagone guapraro. Non riusciamo a smettere di fare foto! N.B: non abbiamo visto volare i pinguini (ibidem Michela). Degna di nota la vista del “El Candelabro”, figura alta 150 metri incisa nel terreno e visibile solo dalla barca (“albero della vita” o “segnalazioni per naviganti o extraterrestri”). Ritornati sulla terraferma prendiamo il pulmino e ci dirigiamo verso ICA. Facciamo una sosta all’azienda vinicola “Bodega Catador” dove ci mostrano come si produce il vino tipico della zona di Ica e dove diamo mostra della nostra perizia linguistica e simpatia tipica italiana (ci guardano tutti ridendo, perché???). Comperiamo due bottiglie (di vino e grappa) ma ne rimane una sola grazie all’astuzia dell’imbucato Roberto (forse una offerta votiva al Dio del volo o al Dio Sachamama della fertilità). Meta successiva, viaggiando per un paesaggio meno brullo, è Ica, dove visitiamo il bellissimo Museo (di sesso femminile e con un bel sorriso) Regional de Ica intitolato a Maria Reiche, la studiosa delle linee di Nazca. La guida ci illustra brillantemente in perfetto italiano gli usi funerari dell’antico Perù (sospendo momentaneamente la descrizione per sorbire il primo mate de coca: effetti nulli!!) e facciamo un viaggio tra mummie, crani trapanati e deformi, strumenti musicali, tessuti e ceramiche della civiltà di Paracas. Meta successiva: Huacachina, un’oasi con laguna circondata da dune sabbiose alte più di 100 mt: uno spettacolo bellissimo. Gigi, Matteo, Nicola e Elda si cimentano nel surf su duna. Si riprende il viaggio attraverso un deserto grigio e dopo un paio d’ore, valicando il passo “El tunnel”, si arriva a Nazca (ore 19.00). Si lasciano i bagagli all’Hotel Nido del Condor e si va a mangiare. La scelta ricade su un’osteria locale dove si mangia “sopa a la minuta” e “lomo saltado”, piatto muj gustoso a base di manzo, papas, cipolla, peperoni, pomodoro e riso (35 soles). Il resto della serata lo trascorriamo a contrattare l’acquisto dell’acqua a un prezzo modico (senza successo ci adeguiamo ai loro prezzi). In albergo brindisi con la bottiglia superstite di Pisco (manca Matteo, intrippato con la miscelazione dell’acqua della doccia), poi tutti a nanna.

MARTEDI’ 10 LUGLIO
Ore 7.15 colazione. Colpo di scena, ci offrono il famoso mate de coca, che però pare avere un effetto deprimente più che eccitante, coadiuvato dalla visita al cimitero di Chauchilla, in cui vediamo teschi, mummie e ossa risalenti al periodo tra il 1000 e 1300 d.c. Il gruppo alle ore 10.55 è in attesa di salire sull’aeroplano (Cesna) per osservare dall’alto le linee di Nazca. Il volo è emozionante e fotografiamo le linee. Qualcuno sta un po’ male e si gode poco il volo… peccato! E poi via alla volta di Arequipa, che raggiungiamo mercoledì mattina dopo aver pernottato per strada a Camanà, un paese sul mare pieno di farmacie e dentisti (menù turistico ed economico).

MERCOLEDI’ 11 LUGLIO
Alle 10.00 di mattina arriviamo ad Arequipa, bellissima città circondata dai tre vulcani Misti, Chachani e Pichu Pichu. Lasciamo i bagagli e partiamo alla volta di Chivay, punto di partenza per l’escursione al Canòn del Colca. Per raggiungere Chivay saliamo nella catena andina fino alla quota massima di 4.850 mt. Ma la cosa degna di nota è che prima di partire, ad Arequipa, acquistiamo le foglie di coca per il viaggio. Nonostante la masticazione ed il mate de coca bevuto in una sosta, abbiamo tutti un leggero mal di testa. Arrivati a Chivay ci risolleviamo lo spirito con un bel bagno alle terme (da forfait Walter a causa del mal di montagna). La piscina è all’aperto, l’acqua è calda (38° C) e si sta benissimo. L’onda di freddo ci investe dopo, al termine di una deliziosa e abbondante (finalmente) cena in un ristorante locale. Nessuno (con qualche eccezione) si spoglia e così come siamo ci infiliamo a letto. Walter trascorre la notte in ospedale dove gli fanno flebo e punture, ma la mattina dopo si presenta a colazione, un po’ pallido ma efficiente.

GIOVEDI’ 12 LUGLIO
Sveglia (quasi impossibile) alle 4.30. La colazione (ore 5.00) è pittoresca: la temperatura estremamente bassa ci costringe ad indossare tutti gli indumenti pesanti possibili (chiedete la foto all’Angela), mentre i nordici del tavolo vicino pasteggiano tranquillamente con un semplice pile. Il burro non è spalmabile, ma pazienza, il resto è buono. Si parte per il Colca Canyon dove cercheremo di vedere i condor dal Mirador de la Cruz del Condor. Prima ci fermiamo a Maca (foto con l’aquila ammaestrata) e poi arriviamo alla Cruz del Condor. Mozzafiato il panorama. Aspettiamo inizialmente da soli, poi un po’ alla volta arrivano altri turisti. Finalmente alle 8.30 circa Roberto avvista il primo condor che vola maestoso con le sue ali scure (apertura alare fino a quattro metri). Che emozione! Poi ne contiamo fino a sei. Ci spostiamo con la guida Juan Pablo per ammirare il canyon dall’alto, facendo una breve passeggiata. Qui vediamo inizialmente un piccolo mammifero, incrocio tra un coniglio ed uno scoiattolo, poi ancora i condor, molto più vicini di prima, che ci volteggiano sopra le teste, con la luna sullo sfondo. Rimaniamo incantati a guardarli e tentiamo anche qualche foto nonostante volino velocissimi. Facciamo degli incontri ravvicinati poco graditi con degli insetti dalla forma di elicottero e un pungiglione lunghissimo che, a detta di Juan Pablo, pungono anche attraverso i vestiti. Inquietante! Tra fiori e profumi, colori caldi e cielo azzurro ritorniamo verso il pulmino, lieti che Pablo abbia salvato Matteo da un minaccioso insetto e ci abbia fatto godere di questo bellissimo paesaggio. Torniamo verso Chivay dove giriamo un’oretta per il pittoresco mercato, comperiamo cibo, osserviamo incuriositi i colori, gli oggetti. bello! Poi torniamo verso Arequipa, dove arriviamo in circa 4 ore (ore 17.00), dopo aver tranquillamente valicato il passo a quota 4.850 (qualcuno mastica la coca….indovinate chi!!) Dopo una doccia siamo in libera uscita. In Plaza de Armas Gigi, Matteo e Nico vengono circondati da un nugolo di fanciulle che tentano di attirarli nei ristoranti per cui lavorano, con mezzi e menù eccezionali. Non riescono a dire di no a nessuna, Matteo in particolare vorrebbe soddisfarle tutte. Ci ritroviamo alle 20.00 con il capo, e dopo una sgradevole esperienza in un ristorante affacciato sulla Plaza propostoci da Elisa/Matteo, traslochiamo nel ristorante accanto (Maria) dove finalmente, ormai esausti, per 10 soles riusciamo a consumare una buona cena. Nel frattempo l’aria si è rinfrescata e considerato che le ore passate in piedi dalle 4.30 sono ormai diciotto, rientriamo in albergo “El Perol” per una bella dormita.

VENERDI’ 13 LUGLIO
Ci svegliamo con una brutta notizia: Nicola ha la febbre alta, pare possa essere una reazione all’altitudine del giorno prima. A malincuore rimane in albergo mentre gli altri visitano la città che ha da poco subito i danni del terremoto che ha colpito il sud del Perù (7,9 gradi della scala Richter), come si può vedere dalle foto della cattedrale che non si può infatti visitare (il campanile è pericolante). Bellissimo il Monastero di Santa Catalina, molto carina e interessante anche la guida, una peruviana che vive a Parigi. Poi visitiamo il Museo Santuarios Andinos dov’è conservata la mummia di Juanita, una fanciulla inca sacrificata a 14 anni sulla vetta dell’Ampato e pervenuta a noi mummificata in ottime condizioni dopo 500 anni. Qui Michela ci rimette gli occhiali e uno dei suoi due neuroni fuoriesce dall’orecchio a causa di una capocciata ad un vaso… San Michele Arcangelo continua a lavorare per noi!! Poi pranziamo e finalmente Matteo e Gigi riescono a mangiare il cuy. Dopo pranzo visitiamo la Compagnia, Casa Ricketts e la Chiesa di San Francisco. Poi torniamo (ore 17.00) all’albergo. Nicola ha ancora un po’ di febbre. In taxi andiamo al terraporto principal de Arequipa (vedi Roberto) da dove, alle 18.30 partiamo in pullman alla volta di Puno, che raggiungeremo l’indomani mattina.

SABATO 14 LUGLIO
Alle 5.15 arriviamo a Puno. Degno di nota il viaggio: la cena è abbondante (un toast e una pepsi); l’infermiera è qualificatissima, abbondante ed efficiente anche se un po’ traballante; i video musicali strappalacrime, quasi commoventi e il film molto rilassante (per fortuna l’infermiera non riesce più a far partire il registratore risparmiandoci ulteriori visioni). Fa un freddo incredibile, con un microclima polare nella zona finestrini (se ci fosse stata la luce avremmo visto sicuramente l’orso polare) tanto da rischiare l’ibernazione (vedi Juanita). Il bagno è bellissimo e molto funzionale, quasi privato. In un’atmosfera di rincoglionimento totale, diffuso e crescente (vedi domande stupide irriportabili) andiamo in albergo, facciamo desayuno, cambiamo albergo e partiamo dal porto, in barca, sul lago Titichhachha verso l’isola Amantanì. Lungo il percorso ci fermiano alle isole Uros, fatte di canne di totora (particolari) Sopravvive un po’ di morale tra una dormitina e un acciacco (contrattazioni del tipo: ti do un’aspirinetta per due tachipirina e un lariam… l’aspirietta va di moda!!). Arriviamo all’isola e ci sistemiamo a coppie ospiti degli indigeni autoctoni, gentili famiglie del luogo. Descrizione tipo della casa: tetto in terra, pavimento in terra o in legno a seconda del piano, letto costituito da assi di legno (un po’ duro) – i più alti ci devono dormire in diagonale – tendine non sempre presenti o di fortuna (sacchi di riso), tavolo, sedie, candela e fiat lux (=fiammiferi). Più che bagno privato eravamo privati di bagno. Descrizione di quest’ultimo: casetta esterna in terra o legno con porticina in legno o nylon, pavimento in terra, servizio in roccia, no luce. Dopo un pranzo tipico locale (quinua, riso e patate) andiamo sul Pachatata a piedi e da lì assistiamo ad un irresistibile ed indescrivibile tramonto sul lago Titichhachha. Ancora con il tramonto negli occhi scendiamo nelle nostre casupole, dove ci riposiamo e rifocilliamo (cena) dopo di che andiamo alla festa in costume (chi vuole) e balliamo fino all’alba (21.15). Po, stanchi e provati per la precedente notte insonne, andiamo verso casetta. Riempie di emozione la vista del cielo stellato; si vedono stelle mai viste grazie all’assenza totale di illuminazione (si usano le pile). Fantastico!! Nonostante il letto un po’ duro, si dorme benissimo.

DOMENICA 15 LUGLIO
Alle 7.00 ci svegliano con la colazione. Alle 8.00 partiamo dal porto alla volta dell’isola Taquile, bella anche se un po’ più turistica di Amantanì. P.S. abbiamo imparato a dire due parole in quechua: grazie=sunpai, diavolo=supai. Visitiamo il paesino dove Bruno, la nostra guida, ci spiega le usanze locali in fatto di abbigliamento e stato civile. Andiamo poi a mangiare il pesce e dopo pranzo riprendiamo la barca per tornare a Puno che raggiungiamo alle 16.00 circa. Facciamo un giro per il paese e poi, con qualche inconveniente, la doccia calda. Si decide, a malincuore, di rinunciare ad andare in Bolivia (Lapaz) a causa dello sciopero dei campesinos e del rischio di rimanere bloccati lì (decisione democratica anche se sofferta). Andiamo a cena da Don Piero (gustosa) e poi a bere un Cuzquena (non tutti) e battendo tutti i record di vita notturna andiamo a dormire dopo le 23.00.

LUNEDI’ 16 LUGLIO
Sveglia mattiniera e autobus per Cuzco alle ore 7.30. Prima sosta dopo pochi chilometri a Juliaca. Il viaggio prosegue poi, scortati per un tratto dalla polizia (carretera) in un panorama bellissimo dove prevalgono il colore oro e bruno delle montagne che contrasta con il cielo azzurrissimo, a tratti un po’ velato. Facciamo una sosta pipì dove Matteo perde le mutande rimanendo un attimo perplesso e ricordandosi poi, grazie all’improvvisa attività dei suoi due neuroni, che non sono quelle che ha indosso!!!. Dopo aver passato Santa Rosa facciamo una pittoresca sosta forzata per foratura ai piedi del… (riuscissi a capire cosa ha scritto la Michela!!!!!) alto 5.440 mt. Riprendiamo il viaggio che prosegue fino alle 16.00 circa. Il panorama cambia spesso. Ad un certo punto l’autobus fa una deviazione assurda per i campi (aiuto!!). A Cuzco facciamo un paio di tentativi per trovare un hotel diverso da quello che ci propone l’Agenzia, ma poi è lì che torniamo (Hotel Tamba). Cuzco, che visitiamo un po’ la sera dopo una cena da 10 soles, è bellissima. La Plaza de Armas è molto suggestiva. Giriamo un po’ per le viuzze del centro e poi a nanna.

MARTEDI’ 17 LUGLIO
La giornata è dedicata alla “Valle Sagrada”. La partenza è alle ore 8.30 e il ritorno dopo le 18.00. Sulla strada per Pisac carichiamo una vecchietta (???) indigena, che va alla messa in quechua per la Festa della Vergine del Carmine. E’ spaventata, stringe per tutto il viaggio la mano di Michela, probabilmente per la guida sportiva dell’autista. La prima tappa sono le rovine di Pisac (parco archeologica). La guida si chiama Vilma con la “b” ed è molto brava. Il parco archeologico è bellissimo e giriamo, un po’ arrancando quando ci manca il fiato a causa dell’altitudine. Visitiamo il delizioso mercatino di Pisac dopo aver visto la cerimonia in costume della Virgen del Carmen, mangiato le empanadas (buone)..ci lasciamo un bel po’ di soles. La seconda tappa è Ollantaytambo, più grande di Machu Picchu e molto bello. Ci rimane impressa la storia di Ollantay che con uno solo sguardo (spermatico) mette incinta la figlia dell’inca. L’Inca ostacola comunque la loro storia e i due si possono sposare solo in tarda età, alla morte dell’Inca. La terza tappa è Chinchero, dove giungiamo ormai al tramonto ed è un po’ freddino. Anche qui giriamo per il mercato e facciamo qualche acquisto. Da Chinchero ritorniamo a Cuzco e dopo una bella doccia calda andiamo a cena in centro (rigorosamente menù turistico!!).

MERCOLEDI’ 18 LUGLIO
Svegli alle ore 5.45, colazione alle ore 6.30. terribile!!. Ci prepariamo per affrontare il trekking che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe portare a Machu Picchu. Attraverso una stradina assurda, con un autista che guida in modo assurdo e un panorama mozzafiato, giungiamo all’inizio del sentiero Inca. Dopo aver camminato un po’ più di un’oretta facciamo pausa pranzo dove noi italiani diamo il meglio di noi stessi (in prima fila Matteo, Roberto, Nicola, e Gigi di fronte ed una platea quasi estasiata (?) di cilene (2), olandesine (2) e 2 canadesi (un po’ meno estasiati, ma sono uomini) Degno di nota il fatto che Nicola inizia ad appassionarsi alla sopa. Si riparte e al tramonto si arriva all’accampamento, dove un matè ci rifocilla (più popcorn etc.) La cena è poco dopo (ore 19.00) ed è a lume di candela. Gli italiani (maschi) continuano a dare il meglio di sé, anche grazie al livello di testosterone decisamente elevato. Abbastanza presto, dato il buio e il freddo, il gruppo si ritira, non senza aver prima ammirato le stelle ognuno, romanticamente, col suo compagnetto di stanza d’hotel (per chi può)….in mancanza di accoppiamenti più convincenti!!

GIOVEDI’ 19 LUGLIO
La giornata comincia alle 5.00 con pubblicità progresso di Matteo e Nicola: “HAI PRENOTATO LE VACANZE ALLE MALDIVE? STRACCIA IL BIGLIETTO E VIENI CON NOI IN PERU’” Abbondante colazione (pappetta d’avena) con netta predominanza e ingordigia da parte degli italiani. La giornata si presenta tosta: ore e ore di cammino per raggiungere il Passo della Donna Morta a quota 4.206. Ce la facciamo anche se faticosamente. C’è chi è più motivato (vedi Matteo e Nicola che trovano la loro motivazione nell’olandesina e nella cilena**) e chi meno, ma comunque ce la facciamo. Dopo il passo pausa pranzo (viva la sopa dice nicola). Poi, alle 13.00 circa, si arriva all’accampamento e chi prima, chi dopo, ci si dedica alle abluzioni, all’organizzazione degli appartamenti e all’aggiornamento dei diari di viaggio. Si spezza (pare) la coppia Matteo/Nicola; quest’ultimo userà la sua sottoveste di pizzo con Walter… Si va a nanna presto, dopo una guardatina alle stelle, a parte Matteo che ha impegni internazionali. Non è chiaro se a stimolarli sia il “passo” o la “passera”

VENERDI’ 20 LUGLIO
Sveglia mattiniera (tanto per cambiare), salitina (con visita alle rovine) fino al passo, poi la giornata si svolge con una netta predominanza di tratti in discesa costellati di gradini (steps) Inca. Attraverso la selva (particolare) si ritorna un po’ troppo bruscamente alla civiltà in un orribile albergo (noi dormiamo comunque in tenda) dove fino alle 22.30 si può anche ballare. I baldi giovani italiani continuano a distinguersi…

SABATO 21 LUGLIO
Sveglia alle 4.00 di mattina con suggestiva camminata al buio (con pila) e arrivo a Machu Picchu. Indescrivibili emozioni ci da Apu Inti quando fa la sua comparsa da dietro le montagne, dapprima timidamente con pochi raggi, finendo poi per inondare di sole Machu Picchu. Le parole sono superflue. Segue poi il momento culturale in cui Maria Isabel ci conduce attraverso le rovine. La stanchezza inizia a farsi sentire e dopo essere scesi da Machu Picchu andiamo ad insozzare, con vivo piacere, le acque, peraltro già sporche, delle terme di Aguas Calientes (altri trekkisti presumibilmente maleodoranti hanno avuto la stessa idea). Poi mangiamo (bene) in un locale dove chi ci serve ha la maglietta con raffigurato l’orso andino. Che emozione, esiste!!! Alle 17.45 un treno un po’ ondeggiante ci riporta verso Cuzco, insieme ad una marea di turisti (o viaggiatori) e zaini. Arriviamo dopo le 21.00. Qualcuno si dedica alla vita notturna (o per meglio dire alla panza) qualcun altro va a nanna. Sospiro generale da parte del gruppo: che fortuna non essere iscritti al Camino Real Perù Breve Soft!!!

DOMENICA 22 LUGLIO
Dedichiamo la domenica a Chinchero, alle Salinas, a Moray (la guida dice che ci sono terrazze sperimentali inca con microclimi diversi ma noi non riusciamo a spiegarci come ogni mezzo metro possa cambiare il microclima, comunque è lo stesso). La sera cena a base di… menù turistico.

LUNEDI’ 23 LUGLIO
Si gira per la città (musei e chiese), attraverso le viuzze. Bello stare in Plaza de Armas quando viene fuori il sole. Alle 18.00 visita guidata all’Hotel “Monasterio de Cusco” e poi cerchiamo di bere la chicha de ora. Ci accontentiamo di quella alla fragola nel mitico locale da Chola (da ritornarci, lasciamo un messaggio). L’aspetto è un po’ inquietante, rosa e schiumoso, speriamo non abbia altri effetti particolari!! La cena è in un locale carino a 6 soles. Un po’ di tristezza quando entrano tre ragazzini (o meglio bambini di cui una proprio piccola) a suonare per soldi. A parte questo il morale è alto e un’improvvisa voglia di dolce di cinque del gruppo INKA-CUSI (ad ognuno le sue voglie , vedi Matteo che si è defilato con due cilene + due olandesine) ci porta in un localino dove c’è una bellissima musica jazz e una buonissima crepes alla cioccolata (vale due cene!!!)

MARTEDI’ 24 LUGLIO
La giornata è tranquilla. Nonostante la colazione sempre varia ed abbondante riusciamo a carburare e partiamo in autobus per visitare a piedi le rovine Tambomachay, Pukapukara, Q’enqo Saqsaywaman (per ricordarlo sexy woman). Per visitare le rovine seguiamo un sentiero marcato dal passaggio dei cavalli (così come pollicino lasciò le briciole…) Durante il cammino Robby e teo declamano “I soy caliente de ti”. Che oratori!! Fa male dirlo, ma il terzo sito viene clamorosamente confuso con una roccia che attira la nostra attenzione e ci passiamo quasi un’ora nel patetico tentativo di far corrispondere (invano) quanto dice la guida con quanto vediamo. Che figura, meglio non dirlo troppo in giro. Dopo aver visitato il vero Q’enqo arriviamo a Saqsaywaman, dove il gruppo si divide per soddisfare bisogni diversi. (Al rientro in albergo scopriamo che ognuno, in separata sede, ha soddisfatto i suoi bisogni nella mitica pasticceria vicino a Piazza San Blas!!.) Dopo un po’ di relax si va a cena. La scelta del locale si rivela difficile e alla fine non molto fortunata. Matteo si alza plurime volte per chiudere la porta aperta (entra freddo) e quando alle 22.00, prima di tutti, se ne va… la lascia aperta!!! (appuntamento con 2 cilene + 2 olandesine). Verso la fine del pasto si alza uno spagnolo con la moglie dal tavolo vicino e ci dice “potendo estare in Italia e in Espania, perché estamos in Perù??” Buona domanda. P.S.: la roccia della figuraccia si è rivelata in realtà parte di Q’enqo il che ci rassicura sulla funzionalità dei nostri, anche se complessivamente scarsi, neuroni.

MERCOLEDI’ 25 LUGLIO
Giornata libera: gozzovigliamo per la città a gruppi più o meno sparsi, ci ritroviamo per il pranzo in sei. Colpo di scena. Roberto ha la febbre. Facciamo gli ultimi acquisti , girellando per musei e viuzze. Alle 20.00 ci ritroviamo per l’ultima cena. Nicola e Matteo festeggiano fino alle 5.00 di mattina con le due cilene, Camille e Tita e vengono direttamente con noi in aeroporto.

GIOVEDI’ 26 LUGLIO
Attesa estenuante all’aeroporto di Cuzco. La situazione si fa esplosiva e rischia di precipitare (speriamo non l’aereo). Mentre Walter, Angela, Robby e Matteo sono già a Lima i nostri poveri e sfigati (sfigatissimi dice Gigi) Elda, Nico, Gigi e Michela non riescono a decollare da Cuzco (ora di decollo prevista 9.40 – ora di partenza 12.44) Almeno (per Gigi e Nico) le hostess sono carine (magra consolazione per quanto mi riguarda, dice Michela). Beato Nicola che ciondola addormentato in ogni dove! Esperamos de partir. La situacion es desperada. Tenemos mucho calor e dos palles quadres (siamo in diretta). Ore 12.44, c’è traffico aereo e non decolliamo (l’ha detto il capitano). Decollo ore 12.55: ce l’abbiamo fatta.

VENERDI’ 27 – SABATO 28 LUGLIO
Tre decolli e tre atterraggi in due giorni: abbiamo le piaghe al culo a forza di stare seduti e puzziamo quasi come il nostro bagaglio. C’è un po’ di suspance all’aeroporto di Malpensa per la questione bagagli. Alla fine andiamo in sei verso la stazione centrale (Gigi è già a Roma e Matteo prende il trenino). Sembra proprio che quest’avvenuta in Perù sia finita. Peccato!. The end…per ora.