Thailandia (2006)

Itinerario

Ayuthaya – Sukhothai – Chae Hom – Chiang Mai – Phitsanulok – Chiang Khan – Nong Khai – Pak Thong Chai – Khao Yai – Angkor (Cambogia) – Chanthaburi – Ko Chang – Pattaya – Nakhon Pathom – Kanchanaburi – Bangkok

Periodo 17/07/2006 – 17/08/2006

Spostamenti bus, treno, minibus, taxi, tuk-tuk, traghetto

Partecipanti 2 persone

Guida utilizzata Thailandia 6° Ed. Italiana – Guide EDT/Lonely Planet
ELENCO delle precisazioni alla guida utilizzata

Dove Dormire (tra parentesi prezzo e giudizio da 1 a 3 stelle)
1 Euro = 48,5 THB = 1,28 $

Ayutaya – Krungsri River Hotel (1766B con breakfast – )
Sukhothai – Ruean Thai Guesthouse (800B – ) – il migliore per rapporto qualità prezzo!
Chiang Mai – Buarawong Residence (590B con breakfast – )
Phitsanulok – Lithai Guesthouse (460B con breakfast – )
Chiang Khan – Sam’s Guesthouse (550B – )
Nong Khai – Pantawee Hotel (250B – )
Nakhon Ratchasima (Khorat) – Choppaya Inn (490B – )
Pak Chong – Khao Yai Garden Lodge (400B – )
Siem Reap (Cambogia) – Villa Pakong (16$ con breakfast – )
Chanthaburi – River Guesthouse (350B – )
Ko Chang – Bamboo Bungalow (800B – )
Pattaya – Ice Inn (440B – )
Bangkok – Star Dome Inn (620B con breakfast – )

Impressioni
La Thailandia ha molto da offrire sia in termini di patrimonio storico sia per il patrimonio naturalistico; la gente è splendida anche se purtroppo la lingua rimane un limite per approfondire la conoscenza di questa terra, ma non per capire la disponibilità di questo popolo. Le condizioni di vita sono buone soprattutto rispetto ai paesi che la circondano, sia per la gente che vi vive sia per chi la visita… in poche parole ci si sente a casa senza troppi sacrifici.

LUNEDI’ 17 E MARTEDI’ 18 LUGLIO 2006
Partenza in treno alle 11.00 da Rovigo, bus a Venezia per l’aeroporto, decollo e arrivo a Frankfurt. 4 ore di attesa per il volo che ci porterà a Bangkok. L’aereo della Thai Airlines ci sorprende con gli interni dai colori sgargianti che rendono felice Valentina, un po’ meno Nicola… il pensiero degli acquisti di stoffe incombe fin dalla partenza!
Andando ad Est il giorno si accorcia e la notte passa rapida. All’aeroporto cambiamo i soldi e ci dirigiamo verso la stazione dei treni che ci porterà direttamente ad Ayuthaya: capiamo subito che non sarà facile capirsi e a gesti acquistiamo il biglietto. Treno super puntuale di terza classe con ventilatori a soffitto ad allietare il caldo umido. Arriviamo ad Ayuthaya e ci dirigiamo al Krungsri River Hotel, lussuoso albergo con piscina e ogni comfort… sarà l’unico pernottamento di alta categoria che ci concederemo ma non si poteva proprio iniziare un viaggio di nozze in modo diverso! Alla reception ci accolgono con splendidi sarong e noi con il nostro zaino e la maglietta già bagnata sfiguriamo un po’ ma incuranti vediamo la stanza come fosse un albergo a due stelle e poi paghiamo. Dopo una doccia andiamo in centro in tuk-tuk per la prima visita della città e ceniamo al “29 steak” localino molto frequentato dai thailandesi con cibo thai doc! Rientriamo in hotel per concludere questa lunga due giorni…o meglio giorno e mezzo!

MERCOLEDI’ 19 luglio 2006 (oppure 2549!)
Dopo l’abbondantissima colazione a buffet, noleggiamo 2 biciclette per 30 bath l’una e ci dirigiamo verso il centro della città: visitiamo il Wat Phra Si Sanphet con tre grandi chedi quintessenza dello stile di Ayuthaya e il Wat Mongkhon Bopit contenente un grande Buddha dorato. Alle 13.00 si scatena un temporale: ci rifugiamo sotto una tettoia. Alla ripartenza scopriamo che la bici di Nicola è forata e dopo un tentativo di rigonfiarla passiamo ad un pit-stop dal benzinaio. Con qualche aggiustamento artigianale ripariamo la bicicletta e riprendiamo la visita della città ammirando il Wat Na Phra Meru e lo splendido Wat Chai Wattanaram. La pioggia ci rallenta ma per le 18.00 riconsegniamo la bici nuovamente sgonfia… facciamo finta di nulla e torniamo al nostro hotel. Cena ad un ristorantino galleggiante, spesa al “7 eleven”, gelato e a letto.

GIOVEDI’ 20 luglio 2006
Colazione sempre abbondante e poi usciamo a cambiare i soldi… l’hotel ci ha un po’ prosciugati. Attraversiamo il fiume Chao Phrom Pier al costo di 2 bath (meno di 100 lire!), andiamo in banca e poi in stazione ad acquistare i biglietti per Phitsanulok. Partiamo puntualissimi alle 12.15 con un treno di seconda classe ma molto bello: l’aria condizionata si spreca e il servizio a bordo è come in aereo, con tanto di hostess che portano la colazione e il pranzo (riso con carne). Arrivati decidiamo di prendere un tuk-tuk per la stazione dei bus e lo facciamo insieme a due tedeschi e ad una americana…viaggiamo stipati in sei su un ape car con 5 zaini infilati ovunque con l’autista che non riesce né a chiudere la porta né a cambiare le marce! Troviamo immediatamente il bus per Sukhothai che ci porta alla città nuova in un’ora e mezza. Sotto una leggera pioggia con un moto risciò facciamo il tour degli alberghi, fino ad arrivare ad uno splendido hotel in stile thai con piscina. Dopo una cena per gatti a base di riso e puzza di gamberetti (abolita la shrimp paste!) si va a letto.

VENERDI’ 21 luglio 2006
Sveglia e uscita intorno alle 10 con colazione in New Sukhothai e bus verso l’historical park. Affittiamo due belle bici e iniziamo la visita ammirando il Wat Mahathat e il Wat Si Sawai. La giornata è bella e calda e dopo la visita del Wat Sa Si, ci concediamo un po’ di riposo sul lago attorno al Wat, riparati da una bella tettoia. Usciamo dalla parte centrale del parco e ci dirigiamo a est per visitare il Wat Saphan Hin, posto sulla sommità di una collina…faticaccia! Torniamo nel centro per il pranzo: noodles con pollo per Nicola e fried rice per Valentina in un bel baracchino. Ultima pedalata nel parco e rientro alle 16.00. Passeggiata per il centro di New Sukhothai dove assistiamo ad una festa scolastica con centinaia di ragazzi. Concludiamo la giornata concedendoci la piscina dell’hotel.

SABATO 22 luglio 2006
Partiamo alle 10 per la stazione dei bus, dove riusciamo a prendere un bel bus alle 10.30, per Lampang anticipando così di 30 minuti la partenza preventivata per le 11.00. Il viaggio sembra tranquillo ma dopo meno di una ora siamo fermi: i due conducenti fanno un bel check del bus e ripartiamo; dopo 15 minuti avvertiamo puzza di benzina ma dopo un altro stop di controllo ripartiamo. Altri 15 minuti e con un incredibile scatto il conducente scende e ferma il bus delle 11.00 per Lampang che ci ha ormai raggiunto e trasbordiamo con tutte le nostre cose. Arrivati a Lampang chiamiamo don Piero, padre missionario a Chae Hom, cittadina a 50 km a nord di Lampang, contattato dall’Italia prima della partenza, per avvisarlo del nostro arrivo con due giorni di anticipo. Nonostante i nostri timori, ci convince a raggiungerlo in serata. Dopo una lunga contrattazione, per 500 bath saliamo su una camionetta che ci porta a destinazione. L’accoglienza di don Piero è calorosa e conosciamo anche don Bruno e don Andrea, quest’ultimo padre missionario in Vietnam. Cena con sapori italiani e per le 20.30 usciamo con don Piero per andare presso una famiglia thai dove è previsto un momento di preghiera: l’accoglienza è speciale e il nostro stato di novelli sposi incuriosisce un po’ tutti; dopo aver risposto a numerose domande, grazie alla traduzione di don Piero, rientriamo e andiamo a letto presto. Domani si parte alle 7.30!

DOMENICA 23 luglio 2006
La giornata inizia presto e sarà piena di momenti importanti: un caffè italiano è quello che ci vuole per tenerci attivi. Partiamo con don Piero e don Andrea per visitare una comunità Yao che vive sulle montagne ad un’ora da Chae Hom e che da diversi anni si è avvicinata alla religione cattolica. Come sempre i visi sorridenti delle persone ci accolgono e ci fanno sentire come amici di vecchia data. Subito osserviamo che tutti gli uomini sono al lavoro per la costruzione della chiesa: ancora qualche settimana e sarà terminata. Oggi è una giornata importante visto che per la prima volta verranno benedette diverse case del villaggio. Partiamo dalla casa più lontana, più grande e più nuova, dove insieme ad altre 30 persone veniamo accolti con un tè caldo preparato dai giovani padroni di casa. Don Piero benedice altre 3 case e poi si celebra la messa per la prima volta nella nuova chiesa. Al termine veniamo presentati alla comunità Yao e riceviamo una sentita stretta di mano da tutti i presenti: la cordialità e la dolcezza con la quale ci accolgono e ci augurano di vivere da sposi è commovente! Il pranzo preparato con il riso “buono” (quello per le occasioni importanti, come ci spiega don Piero) e arricchito da pietanze delle feste, viene consumato nella stessa chiesa apparecchiata con delle stuoie per l’occasione. Un peperoncino troppo piccante smorza la fame di Nik ma in compenso ne alimenta la sete! Alle 14.30 rientriamo al centro e dopo un po’ di riposo don Piero ci accompagna ai campi di riso, dove coltivatori sorridenti ci illustrano tutte le fasi della produzione. La cena è l’occasione per conoscere un po’ meglio don Bruno che si rivela molto premuroso nei nostri confronti.

LUNEDI’ 24 luglio 2006
Nonostante l’invito a restare dei padri missionari, decidiamo di dirigerci a Chiang Mai. La sveglia è ancora alle 6.30 e abbiamo tempo di fare zaino e colazione e attendere 30 minuti un bus che non arriverà. Don Bruno, gentilissimo, ci recupera dalla strada e ci porta al centro di Chae Hom. Pick-up collettivo e siamo a Lampang da dove prontamente saliamo su uno scassatissimo bus (stile Guatemala) che ci porta a Chiang Mai. Scendiamo al volo, contrattiamo un tuk-tuk e per le 13.00 siamo in hotel. La città ci appare bella anche se turistica, con il viale del mercato notturno pieno di locali occidentali. Con un tuk-tuk ci dirigiamo alla scoperta di alcuni Wat nel centro della città: visitiamo il Phra Singh riccamente dipinto all’interno (e molto studiato dai pittori locali), il Wat Prasat (con lunga sosta visto il caldo!) e il Wat Phan Tao che presenta un grande wihaan in teak. Ci dirigiamo poi al complesso dei templi Chedi Luang (con uno stupa in stile Lanna, diverso dai soliti e un grande Buddha disteso) dove assistiamo ad un suggestivo momento di meditazione di un centinaio di monaci buddisti. Nonostante la lunga giornata, facciamo un giro al mercato notturno ma incredibilmente la Vale non si sente pronta per gettarsi negli acquisti… tranquilli è solo rimandato a domani!

MARTEDI’ 25 luglio 2006
Dopo un’abbondante colazione, affittiamo due bici per visitare la città e i templi più lontani. La giornata è piacevole e la bici, nonostante lo smog, è un ottimo mezzo per muoversi e per non essere “vittima” costante dei conducenti di tuk-tuk. Dopo qualche Wat minore e dopo aver visitato il centro di architettura che ci dà modo di osservare una splendida casa in teak di fine ottocento, arriviamo al bellissimo Wat Suan Dok, complesso di templi che presenta un Wat laminato in oro e imbiancato a calce e un grande wihaan all’interno del quale alcune monache, oltre alla meditazione del grande Buddha dorato, dedicano il loro tempo alla preparazione dei cibi… anche il corpo ha bisogno di ristoro! Abbiamo l’occasione di chiacchierare con un giovane monaco che proviene dal Laos e che è in Thailandia per studiare i fondamenti della religione e quelli dell’economia. Il nostro tour prosegue con un’occhiata (purtroppo è chiuso) al tempio indù per poi dirigerci agli splendidi mercati della frutta, della verdura e dei fiori. Concludiamo la giornata al mercato notturno e nonostante la pioggia effettuiamo diversi acquisti.

MERCOLEDI’ 26 luglio 2006
La pioggia è durata tutta la notte e la mattina non promette nulla di buono: con qualche titubanza decidiamo di andare al parco di Doi Inthanon. Durante il tragitto vediamo cambiare il panorama con le vette più alte della Thailandia all’orizzonte. In un’ora e mezza di bus siamo a Chom Thong che subito ci piace con il bel Wat Phra That Si Chom Thong. Siamo qui per andare a vedere le cascate del parco, ma prima il prezzo del taxi e poi la pioggia che riprende ci inducono a desistere: ne approfittiamo per fare un picnic con il succoso ananas e i dolci manghi acquistati la sera prima al mercato della frutta. Rientriamo a Chiang Mai e in serata facciamo ancora un veloce giro per il mercato notturno concedendoci una pizza non troppo thai ma apprezzata. La pioggia, che non è mai smessa, ci costringe all’ennesimo tuk-tuk rientrare.

GIOVEDI’ 27 luglio 2006
Anche oggi piove e d’altra parte siamo nella stagione giusta… comunque il nostro viaggio prosegue verso l’est della Thailandia. Proviamo a dirigerci verso Phitsanulok in treno ma il primo è alle 15 (dopo quello delle 8.55); cambiamo strategia e riusciamo a prendere al volo il bus delle 9.45 che in 6 ore (!) ci porterà a destinazione. Il viaggio è confortevole anche se alle 15.00 ancora non abbiamo mangiato nulla. Quando ormai abbiamo perso le speranze, ecco che ci fermiamo ad una specie di autogrill; compreso nel biglietto bus abbiamo un buono pasto per l’acquisto di un piatto di riso condito con uno dei loro tipici sughi: la fame ci spinge all’assaggio! 20 minuti di sosta e dieci di tragitto e giungiamo a Phitsanulok; ci dirigiamo subito al Wat Phra Si Ratana Mahathat, famoso per un Buddha dorato dall’aureola di fuoco, tra i più venerati in Thailandia (secondo solo al Buddha di smeraldo a Bangkok): giocatori di calciovolo e venditrici che preparano cibi take away avvolti in foglie di banano, animano i dintorni del Wat. Torniamo per la strada che costeggia il fiume Nam Nan e scopriamo numerosi sportivi che corrono, giocano a calcio, a calciovolo, a badminton. Lo splendido lungo fiume termina con il mercatino notturno, un alternarsi di bancarelle che vendono artigianato locale, maglie cinesi e noodles thailandesi. Dopo un piccantissimo piatto di noodles e qualche acquisto, torniamo in hotel.

VENERDI’ 28 luglio 2006
Facciamo colazione, prendiamo un tuk-tuk per la bus station e alle 9.30 siamo in partenza per Loei. Durante le 4 ore e mezza di strada, non sempre asfaltata, vediamo belle risaie, verdi montagne e chilometri di vivai dai colori sgargianti. Dopo un pranzo in scatola saliamo su un camion adibito a bus e corriere espresso: carichiamo diversi scatoloni, due cerchioni da auto e un motorino che viaggeranno con noi fino a Chiang Kong, paese sulle rive del Mekong. All’arrivo il conducente del tuk-tuk fa finta di capire il nome della nostra guesthouse (o per dirla alla thai, ghetau) e ci conduce solo al secondo tentativo alla Sam’s. La vista dalla terrazza dell’hotel è straordinaria: il fiume passa lento, il vento sibila tra le fronde, il sole riscalda l’aria… la pace vive da queste parti! Ci godiamo una passeggiata sulla riva del grande fiume gettando uno sguardo appena qualche metro più in là, sulla sponda del Laos. Cena in riva al fiume.

SABATO 29 luglio 2006
Dopo la colazione sulla terrazza, prendiamo le bici e facciamo alcuni chilometri per arrivare a Kaeng Khut Khu, un punto molto panoramico dove si allarga il Mekong. È sabato e non facciamo fatica a prendere il lento ritmo dei thailandesi. Dopo un giro in bici per le campagne, ritorniamo alla zona ristoro che offre un invitante barbecue di pollo e pesce ma anche un minaccioso snake sul listino. Assaggiamo una simil carpa da 7/8 etti per 80 bath e vista la bontà, facciamo il bis sotto lo sguardo un po’ dubbioso delle venditrici… forse abbiamo esagerato! Il bello comunque è che si mangia seduti per terra su una struttura in legno che dà proprio sul fiume; i tavoli, se così si possono chiamare, sono divisi da 2 aste di bambù. Rimaniamo più di un’ora in questo posto rilassante ed assistiamo al pranzo dei thailandesi, che nel week-end accorrono numerosi e che ordinano per la maggiore un piatto di gamberi vivi e saltanti che vengono storditi, prima di essere consumati con una pallina di riso freddo. Paghiamo e con le nostre bici rientriamo in città prima dello scatenarsi di un violento temporale… non riusciamo troppo ad informarci sul bus che dovremo prendere domani, ma arriviamo alla guesthouse per vedere il fiume in un clima da ottobre. Dopo una doccia ci dirigiamo al mercato per acquistare un po’ di frutta e assistiamo ad un piccolo spettacolo di elefanti. Visitiamo un paio di Wat, ci concediamo un’ora di Internet e concludiamo la serata con un brodo caldo di noodles take away.

DOMENICA 30 luglio 2006
È domenica. Lo scopriamo presto visto che di bus oggi non v’è traccia… almeno sembra. Siamo d’accordo con il gestore della ghuesthouse di andare a cercare un bus e di tornare nel caso non si trovi, visto che alle 10.30 partirà proprio per la nostra prima tappa, Pak Chom. Scopriamo che cambiando un paio di bus si dovrebbe arrivare quando ci troviamo il pick-up della ghuesthouse pronto a caricarci. Saliamo e in un’ora siamo a Pak Chom. Nemmeno il tempo di scendere e i nostri zaini sono già sul bus grazie ad un solerte conducente che ci porterà a Nong Khai. Un’ora di attesa e 5 ore di viaggio (non pochi su un autobus pieno di thai e con i sedili a 40 cm l’uno dall’altro) e siamo al Pantawee Hotel dove, dopo aver visto tutti i tipi di stanze optiamo per la soluzione più economica… e questo sarebbe un viaggio di nozze?!? Ci ristoriamo da un tedescone che ci propone ottimi cibi proprio di fronte ad un frequentatissimo ristorante vietnamita. Camminiamo un po’ in riva al Mekong. Andiamo alla stazione dei treni dove scopriamo che l’unico per Khorat è alle 13.03 e visitiamo il centro città: a conti fatti non e un granché e di starci un giorno in più non ci va… decidiamo quindi per un sveglia anticipata domattina per visitare le cose più importanti e di prendere il treno già domani.

LUNEDI’ 31 luglio 2006
Sveglia alle 7.00 ma la pioggia (che si capisce non smetterà per tutto il giorno) ci complica un po’ la vita: decidiamo di andare comunque e di semplificare le cose rinunciando alla bici per un più coperto tuk-tuk. Per 250 bath giriamo da una parte all’altra della città: visitiamo subito il parco di Sala Kaew Ku, definito dalla guida un viaggio nella mente di uno sciamano, che presenta gigantesche e impressionanti statue con mostri, serpenti e divinità miste del buddismo e dell’induismo… a noi sembra una specie di Gardaland! Proseguiamo non vedendo il Phra That Nong Khai: il tempio si trova nel Mekong ed essendo il periodo delle piogge è completamente sommerso… si vede solo l’acqua muoversi diversamente in prossimità del tetto. Altra tappa al Wat Pho Chai molto bello con interni riccamente decorati con la storia dell’immagine del Buddha. Torniamo in hotel ci cambiamo visto che comunque la pioggia non ci ha risparmiati, carichiamo gli zaini e andiamo in direzione della stazione e del Friend Bridge… almeno crediamo! Per una incomprensione arriviamo subito alla stazione e solo dopo una lunga conversazione e 20 bath in più riusciamo a farci portare al ponte che collega Thailandia e Laos. Per le 12.30 rientriamo alla stazione, facciamo i biglietti (64 bath per un viaggio di più di 6 ore!) e attraversiamo tutta la Thailandia orientale tra splendidi scenari e furiosi acquazzoni. Arriviamo con una precisione svizzera alla stazione di Khorat e con un taxi pick-up ci dirigiamo all’hotel, in un centro stile Las Vegas che ci sorprende.

MARTEDI’ 1 agosto 2006
Questa mattina ci dirigiamo a Pak Thong Chai, piccola cittadina a 40 km da Khorat, famosa per la lavorazione della seta. Visitiamo il mercato e poi, seppur con qualche difficoltà linguistica, ci intendiamo col conducente di un ciclo risciò per visitare un centro di produzione della seta. Appena arrivati ci avvicina una “guida autorizzata dal governo a condurre gli stranieri per le silk factory”… insomma uno dei tanti in cerca di una mancia, che comunque ci illustra alcuni passaggi della lavorazione. Ovviamente finiamo in un negozio con splendidi tessuti, ma ne usciamo indenni! Alle 13.00 prendiamo il bus per rientrare a Khorat ma le interminabili soste del conducente ci fanno arrivare solo alle 14.30 alla stazione dei bus. Pranziamo, riprendiamo gli zaini lasciati in hotel e altro bus (che propone un film pulp thailandese con diverse scene di sesso e violenza in chiave umoristica… splendido!) per Pak Chong, cittadina alle porte del parco Khao Yai. Nemmeno il tempo di recuperare gli zaini e già abbiamo in mano due proposte per la gita di domani. Cediamo all’offerta del Khao Yai Garden Lodge (tour di un giorno a 850 bath) che ci viene offerto da una venditrice di cibo posizionata strategicamente alla fermata dei bus e che prenderà 100 bath per il lavoro di mediazione! Ci vengono a prendere con un pick-up e ci conducono al lodge, che per la verità non ha nulla di speciale… speriamo sia migliore la visita al parco.

MERCOLEDI’ 2 agosto 2006
La sveglia è alle 7.30 e la partenza per la visita del parco è alle 8.30. il cielo è coperto ma in miglioramento e ciò ci permette di compiere il tour del Khao Yai National Park in modo regolare. La prima sosta è per ammirare uno scorpione individuato dalla nostra guida dall’auto… che vista! Ci addentriamo nella foresta per ammirare i gibboni avvistati con qualche difficoltà ma anche con tanta emozione. La passeggiata si tramuta ben presto in un trekking di 3 ore tra alberi secolari, millepiedi, sanguisughe, farfalle il tutto in un sentiero che risente delle piogge. Alle 14.00 usciamo dalla fitta foresta e per le 15 siamo a pranzo, non prima di aver visto alcuni macachi tranquilli anche alla nostra presenza. Proseguiamo visitando una delle due cascate, quella divenuta famosa dopo per le riprese del film “The beach”. Giungiamo nel pomeriggio ad un punto molto panoramico, con uno strapiombo impressionante. Sono le 19.00 ma la giornata non è ancora finita: ci attende la visita notturna al parco. Il fresco della sera spinge molti animali ad uscire dalla fitta foresta: individuiamo diversi sambar e altre specie di cervidi, ma nonostante la speranza non riusciamo a vedere nessuno dei circa 300 elefanti bradi presenti nel parco. Alle 21 siamo finalmente a casa, stanchi ma soddisfatti di una giornata senza dubbio da consigliare.

GIOVEDI’ 3 agosto 2006
Ci svegliamo con calma per prendere il passaggio delle 9.00 che ci porterà a Pak Chong: non ci crediamo fino in fondo, ma l’idea è che stasera potremmo essere in Cambogia pronti per visitare Angkor Wat domani. Da Pak Chong a Saraburi e, nonostante qualche titubanza di Nicola, prendiamo un bus che dovrebbe portarci ad Aranya Prathet al confine. Dopo molta strada scopriamo che il bus si ferma a 50 km dal confine: il bus per Aranya ci supera ma alla stazione dei bus di Kabinburi facciamo un cenno ai due conducenti dei bus e scendiamo da uno per risalire sull’altro al volo. Sul bus conosciamo una norvegese che viaggia da sola; condividiamo con lei il tuk-tuk fino al confine. Qui il mondo cambia: l’ordine, la tranquillità la sicurezza della Thailandia, lasciano il posto alla disorganizzazione, allo sporco e alla corruzione della Cambogia… un via vai di carretti il legno simile ad inferno dantesco! Facciamo il visto e svolgiamo le formalità doganali sotto sguardi poco chiari dei poliziotti. Un “addetto del turismo” ci racconta le solite cose sulla sicurezza e sugli orari di partenza e di arrivo di taxi e bus: non ci impressiona, ma l’ora tarda e la presenza della norvegese che dividerà con noi la quota, ci fa optare per un più rapido taxi. I 40$ consegnati, vengono spartiti sotto i nostri occhi tra il tassista, il poliziotto, l’addetto del turismo, il parcheggiatore e chi più ne ha più ne metta. Iniziamo la strada per Siem Reap: più che una strada è una pista in terra battuta rossa piena di buche che affrontiamo ai 40-50 km/h per un totale di tre ore e mezza e 150 km! Abbiamo passato un confine di stato ma sembra di essere tornati indietro di 30 anni! Ceniamo lungo la strada e poco prima di arrivare foriamo la gomma: qualche momento di timore stando in mezzo al nulla, al buio, ma fugati da un rapido cambio della ruota. A Siem Reap ci ritroviamo in una città con agi europei e hotel da 500$ a notte: l’eccesso di ricchezza stride con l’eccesso di povertà appena passato! Sono le 21.30 e dopo 12 ore di spostamento stanchi, andiamo a letto in un bell’hotel scelto sulla Lonely Planet della norvegese.

VENERDI’ 4 agosto 2006
Avevamo promesso prima di addormentarci che oggi sarebbe stato un giorno di riposo ma alle 8 siamo già svegli e cediamo all’idea di visitare il sito di Angkor oggi. Anche se non piove il cielo è coperto e sicuramente nel pomeriggio pioverà, optiamo quindi per la visita in tuk-tuk: starà con noi tutto il giorno per 9$… questo significa che tolto 1$ di miscela la paga giornaliera di 8$ non è da buttare via! Partiamo, acquistiamo il biglietto giornaliero (20$) e subito ci troviamo di fronte all’Angkor Wat: come sempre vedere dal vivo monumenti sempre visti in foto provoca emozioni non trascrivibili. Il più grande tempio al mondo incute rispetto e ammirazione per l’architettura e le splendide decorazioni. Proseguiamo visitando il tempio Bayon all’interno dell’Angkor Thom e altre costruzioni minori. La fame ci conduce verso le 13.00 ad una serie di baracchini, dove una giovane ragazza ci illustra il menu e i prezzi. È facile tutto costa 3$. Pronunciamo la parola “expensive” e velocemente ci viene riproposto lo stesso menu stavolta a 2,5$, siamo dubbiosi e la ragazza pur di non farci andare via ci propone il menu con tutto a 2$. Diciamo di voler cercare un ristorante che faccia tutto ad 1$ e magicamente ci viene detto che non esiste il menu stampato ma che il prezzo va bene: pranziamo e bene con noodles fritti e carne piccante. La pioggia o meglio l’acquazzone, rallenta la nostra visita: dopo più di un’ora riprendiamo la visita ad alcuni templi più esterni e per le 18.30 rientriamo in hotel. Doccia e poi in giro per il centro città: rimaniamo sconvolti alla presenza di una zona pedonale (questo la dice lunga sul dove siamo) e ceniamo in un bel localino.

SABATO 5 agosto 2006
Oggi lungo trasferimento da Angkor fino alle zone di mare… vedremo fin dove arriveremo. Dopo aver rischiato di pagare 5$ in più grazie all’intermediazione del nostro albergatore, prendiamo il taxi per il confine. Col sole riusciamo ad apprezzare meglio sia i panorami sia le scene di vita quotidiana; continuiamo a confrontare la finzione delle zone turistiche con la dura vita delle campagne: le donne coltivano il riso, gli uomini conducono gli aratri tirati dai buoi e i bambini pescano nelle risaie. Facciamo GPL col nostro taxi a gas da bombole che noi usiamo per i fornelli e dopo 4 ore di strada a buchi arriviamo al confine: salutiamo la Cambogia che non si può dire di aver visto in soli due giorni ma che ci fa però capire gli sforzi dei thailandesi per arrivare ad uno stile di vita migliore dei paesi confinanti. Pranziamo in un baracchino subito dopo il confine: senza dire nulla, facciamo leggere tre parole sul vocabolario della Lonely Planet e riusciamo a farci portare un bel piatto di noodles. Bus fino a Sa Kaew e da qui per Chanthaburi dove arriviamo alle 21, dopo quasi 12 ore di trasferimento. Troviamo una bella pensioncina in riva al fiume e ceniamo. Usciamo a prendere un gelato e per controllare la mail: un gentilissimo farmacista ci dice che nei paraggi non c’è nessun Internet point ma che sarebbe onorato se usassimo il suo pc. Dopo qualche titubanza accettiamo e dopo aver ringraziato per il cordiale gesto rientriamo in hotel per le 23.00.

DOMENICA 6 agosto 2006
È domenica e si vede… siamo a Chanthaburi la città dei commercianti di pietre preziose ma la vita stenta a riprendere tanto che per far colazione dobbiamo rientrare in hotel. Mentre ci dirigiamo alla stazione dei bus, osserviamo numerosi negozi di gioielli che stanno aprendo e quantità infinite di pietre preziose. Prendiamo il bus delle 11.30 che da Bangkok va direttamente all’imbarco dei traghetti per Ko Chang… un servizio per turisti ed infatti il bus è pieno di farang di ogni nazione. Traghetto dell’una e alle 14 siamo sull’isola; optiamo per un bungalow di fascia media. Passeggiata per la spiaggia e per la via principale; prendiamo l’ultimo sole della giornata ricomparso dopo le solite nubi del primo pomeriggio. Bel tramonto sul mare e un po’ di vita notturna, con ottima cena a base di asparagi e gamberi e un po’ di musica live.

LUNEDI’ 7 – MARTEDI’ 8 – MERCOLEDI’ 9 agosto 2006
Il diario va in pausa per tre giorni visto che dopo tanto girare ci concediamo un po’ di riposo sulle spiagge di Ko Chang. A parte qualche passeggiata, qualche buon pranzo e ottime cene nulla da segnalare.. qualche giorno da veri farang, anche perché qui è difficile esseri fuori dal turismo classico.

GIOVEDI’ 10 agosto 2006
Facciamo colazione e proviamo a prendere il taxi per il molo ma nessun tassista ci accetta… solo quello delle 10 è abilitato! Lo prendiamo al volo, attraversiamo col ferry i 45 minuti di mare e dopo aver evitato di cadere nella tentazione dei bus per turisti diretti per Pattaya, nostra prossima meta, saliamo su un più tranquillo camion-taxi che ci porterà a Trat. Durante il tragitto carichiamo un’anziana signora di un paesino sperduto la quale, scopriremo poi, si fermerà all’ospedale di Trat. Alla stazione dei bus pranzo a base di riso banco per Nicola che non convince però la venditrice: omaggio di gamberetti e asparagi per condire il tutto. Quasi quattro ore di trasferimento e siamo a Pattaya; a sorpresa abbiamo deciso di inserire questa meta, un po’ per spezzare il lungo viaggio fino a Bangkok e un po’ per capire come girano le cose da queste parti: fin da subito capiamo che girano e anche molto a giudicare dal numero e dal tipo di hotel, dalla quantità di pub, di stranieri e naturalmente di giovani thailandesi disponibili, tutte cose che in tre settimane non abbiamo mai visto tranne qualche sexy bar a Ko Chang; ora capiamo meglio le parole di don Piero, preoccupato soprattutto di farci vedere la Thailandia per quello che è e non per quello che all’estero si dice di questo paese. Decidiamo di prendere una birra in un tranquillo locale sul viale principale per osservare più da vicino le cose, ma Pattaya finisce qui null’altro da aggiungere. Dopo questo triste spettacolo rientriamo in hotel per la verità né troppo pulito, né troppo silenzioso per una notte un po’ travagliata.

VENERDI’ 11 agosto 2006
Il risveglio di Pattaya è prevedibilmente lento e tranquillo e ne approfittiamo per una passeggiata sul bel lungomare e per un cappuccino buono come non ne bevevamo da tempo (agi europei che guarda caso qui si trovano). Verso le 11 prendiamo il bus e si vede che andiamo verso Bangkok visto i numerosi porti commerciali e depositi di container; all’arrivo nella grande Bangkok la stazione dei bus ci tranquillizza. Consigliati all’ufficio informazioni evitiamo di prendere taxi e tuk-tuk e dopo pranzo prendiamo il bus 511 che in quasi due ore (!) affronta i 7 km che ci dividono dalla zona di Banglamphu: conosciamo subito cosa è il traffico di Bangkok! Dopo un paio di hotel full, troviamo una bella sistemazione per tutta la settimana in Rambutri Road. Il clima in questa zona è particolarmente europeo e non è difficile trovar un posto per la cena. Facciamo una lunga passeggiata prima di ritrovarci all’interno di una grande fiera (in stile festa dell’unità) con addirittura tre palchi e con tre concerti di musica thai in contemporanea: caos totale! Un po’ frastornati rientriamo in hotel.

SABATO 12 agosto 2006
Prima di tutto questa mattina dobbiamo vedere se esiste il treno per Kanchanaburi della domenica di cui abbiamo letto; alla stazione ci confortano anche se abbiamo indicazioni contrastanti: alla fine scopriamo che il treno c’è e che è pieno! Fortunatamente oggi è il compleanno della regina nonché festa della mamma e per il gioco del recupero ferie non godute è vacanza anche lunedì; quindi abbiamo un treno supplementare che però ha gli ultimi due posti disponibili; ci affrettiamo ad acquistarli: “Dio salvi la regina!”. Ci dirigiamo poi per la visita del palazzo Reale e del Wat Pra Kaew contenente il veneratissimo Buddha di Smeraldo: tutto il complesso è sfarzoso e decorato in ogni dettaglio. Dopo la lunga ed interessante visita proseguiamo costeggiando le mura dalla parte del fiume camminando tra numerose bancarelle che vendono ogni genere di pietanza compresi scorpioni e mantidi religiose saltate! Visitiamo il Wat Pho col suo Buddha disteso da 46 metri, completamente laminato in oro: inutile dire che è incredibilmente grande! Dopo un veloce pranzo di riso e noodles e qualche passaggio tra le venditrici di tutto, prendiamo un battello sul fiume Chao Praya e rientriamo in hotel. La sera è propizia per iniziare gli acquisti e la Vale si concede un primo passaggio per le vie di Khao San Road… ovviamente torniamo con le prime borsine! Ma il peggio deve ancora iniziare: domani è domenica e il mercato di Chatuchak incombe!

DOMENICA 13 agosto 2006
La giornata è bella, l’ideale per andare al mercato. Prendiamo il solito bus che dai pressi di Khao San Road ci porta alla fermata della Sky Train. Biglietto e via con questo mezzo sicuramente funzionale e incastonato a dovere tra le geometrie della città. Al mercato si trova proprio tutto e la giornata è presto fatta tra tessuti e artigianato, fra “discount only for you” e bath che se ne vanno. Dopo 7 (!) ore di mercato, rientriamo con gli stessi mezzi dell’andata e dopo un po’ di spesa e una cena di pesce con un’orata da 100 bath che non sta nel piatto, rientriamo presto, visto che domani si parte alle 6.30 per la gita di Kanchanaburi.

LUNEDI’ 14 agosto 2006
La sveglia è alle 5.30 per prendere il treno delle 6.30; abbiamo acquistato il biglietto basandoci su un programma scritto quasi tutto in thai e non sappiamo bene come sarà la giornata: abbiamo diversi stop che scopriremo strada facendo. I posti che abbiamo prenotato (gli ultimi due del treno!) sono il 29 e il 50: ci vediamo ma siamo lontani. I rimanenti posti sono stati prenotati da una comitiva di thailandesi, organizzata in stile viaggio Coop, con una guida che si rivelerà simpaticissima e che si prenderà cura anche di noi durante la giornata: ci aspettavamo un treno carico di farang e invece ci ritroviamo ad essere gli unici stranieri dello scompartimento! La prima sosta è a Nakohn Pathom per ammirare il chedi buddista più alto al mondo: 127 metri di stupa. La guida, che fa anche da organizzatore del treno, intrattenitore, funambolo e pulitore dei pavimenti è molto chiaro: abbiamo 45 minuti per la visita e poi il treno riparte… chi c’è c’è! Visitiamo il Wat, parliamo con un giovane monaco e rientriamo in treno, dove ritroviamo tutti i thai che hanno approfittato della sosta per iniziare le operazioni di acquisto cibo: sono le 8.30 e già ci danno dentro con polli fritti, birra, riso e noodles con sughi vari. La gentilezza dei thailandesi comunque, non conosce pause: quando risaliamo troviamo due posti vicini liberi e con un largo sorriso una ragazza ci fa capire che si sono organizzati per farci stare vicini! Proseguiamo con una sosta a Kanchanaburi sul ponte del fiume Kwai per 20 minuti per le foto di rito e poi intraprendiamo la parte più scenografica dell’itinerario, passando il ponte e percorrendo la ferrovia della morte, con passaggi a strapiombo sul fiume. Verso le 11.30 giungiamo a Nam Tok direttamente sotto la cascata Nam Tok Sai Yok Noi del parco Sai Yok. Abbiamo circa tre ore per vedere le cascate e pranzare in un ambiente che i thai a quanto pare, colonizzano durante le feste, per un piacevole picnic con la possibilità di nuotare nella vasca sotto la cascata… i più temerari mangiano direttamente immersi, alla faccia delle regole sulla digestione! Alle 14.30 ripartiamo per fare ritorno a Bangkok; visto che il panorama già lo si conosce, la guida del gruppo si scatena in una serie di gag per allietare il viaggio. Ultima sosta di 40 minuti a Kanchanaburi per la visita al cimitero di guerra e ripartenza con arrivo a Bangkok per le 19.45: la giornata è stata lunga ma assolutamente da consigliare per il programma, per gli scenari e, almeno nel nostro caso, per la gente. Rientriamo in tuk-tuk, ceniamo e non ancora stanchi, passeggiata conclusiva per Khao San Road.

MARTEDI’ 15 agosto 2006
Ovviamente la sveglia oggi è più tranquilla e verso le 10.30 prendiamo una barca che dalla zona storica di Banglamphu ci porta a Chinatown, attraversando la zona storica di Bangkok sulle acque del Chao Praya. L’anima da formicaio di Chinatown si vede subito con un susseguirsi di negozi e laboratori di roba più o meno utile, costellati di persone al lavoro. Dopo una via di negozi di bigiotteria, una via di negozi di rubinetteria e molte altre vie monotematiche, giungiamo al quartiere della tecnologia con centinaia di lettori DVD e impianti stereo con musica a palla! Sono quasi le 14.00 e decidiamo di pranzare in una simil mensa, dove dopo aver acquistato 80 bath di buoni pasto ci godiamo 2 ottimi piatti a base di pollo e riso. Riprendiamo il giro visitando Phahurat zona indiana di Chinatown, dove inevitabilmente acquistiamo un po’ di vestiti. I soldi non bastano e dopo un passaggio in banca, prendiamo il bus 507 che da Chinatown ci porta a Patpong. Prima di continuare la serata ci concediamo un’ora di massaggi tradizionali (Nicola) e un’ora di centro estetico (Valentina). L’esperienza corroborante ci dà la forza per arrivare fino all’una di notte tra il mercato serale per qualche acquisto (dove lasciamo non pochi bath) e una visita ai go-go bar della zona (che poco comunque hanno da spartire con Pattaya). Stanchi per le faticose contrattazioni, prendiamo un tuk-tuk e rientriamo.

MERCOLEDI’ 16 agosto 2006
È la vigilia della partenza e decidiamo per una giornata soft. Passeggiamo senza una meta stabilita, facendo gli ultimi acquisti. Nel pomeriggio passeggiata per visitare gli ultimi Wat di Banglamphu e la Montagna Dorata… non avevamo niente da fare in tutta la giornata e siamo arrivati anche in orario di chiusura… poco importa, comunque Bangkok ci è proprio piaciuta… siamo stati diversi giorni con sempre qualcosa da fare o da vedere e ci si potrebbe stare ancora senza problemi. La cena (come il pranzo per la verità) lo facciamo al solito ristorante che su Rambutri Road fa il pieno tutte le sere nonostante la veste più da sagra ma con il barbecue e una fila di pesci in bella mostra invitanti, buoni ed economici. La serata si chiude con un romantico sguardo sul Chao Praya, che alle dieci di sera dà il meglio di se… anche se non si direbbe è pur sempre un viaggio di nozze!

GIOVEDI’ 17 agosto 2006
La sveglia alle sette ci ricorda che oggi purtroppo si torna. Taxi fino alla stazione e come di consueto allo scoccare delle 8.00 siamo tutti in piedi per cantare l’inno nazionale… chi sa il thai ovviamente. Col treno delle 8.20 ci dirigiamo all’aeroporto; con oggi si chiude il cerchio: dalla stazione di Don Muang un mese fa abbiamo iniziato dirigendoci ad Ayuttaya e dalla stessa stazione oggi rientriamo. Facciamo il check-in, scopriamo che per uscire dobbiamo lasciare 500 bath di tasse, ce la prendiamo comoda per spendere gli ultimi 120 bath che ci restano e finiamo per fare tardi, vista la lunga fila al controllo passaporti. Grazie all’intervento di un controllore, saltiamo la coda accelerando le procedure d’imbarco e dopo una lunga corsa (ovviamente il nostro gate è l’ultimo dell’aeroporto!) arriviamo all’aereo che comunque partirà con 30 minuti di ritardo. 11 ore di aereo, 4 film visti e 3 pasti a bordo e siamo a Francoforte dove ci attende l’ultimo volo. Alle 23.30 atterriamo a Verona dove si conclude questo splendido viaggio.